Ogni bambino ha i suoi tempi, ma alcune tappe aiutano a capire quando osservare con più attenzione. Ecco cosa tenere presente e come accompagnare il linguaggio a casa, con calma e senza allarmismi.
Cosa è normale e cosa osservare
In genere verso i 18 mesi compaiono le prime parole e verso i 24 le prime combinazioni di due parole. Se a queste età non compaiono, o c’è poca comprensione e imitazione, è un buon momento per parlarne con il pediatra. Sono indicazioni da osservare, non una diagnosi.
Cosa puoi fare a casa
Parlargli molto e lentamente, nominare ciò che fate, leggere insieme, cantare e ridurre gli schermi. L’educazione dell’orecchio allena la discriminazione dei suoni, una base del linguaggio: è un supporto, non un sostituto della valutazione professionale.
Quando e a chi rivolgersi
Il primo riferimento è il pediatra, che può indirizzare a un logopedista per una valutazione e, se serve, un intervento. Prima si individua una difficoltà reale, più efficace è l’accompagnamento.
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Domande frequenti
Mio figlio non parla, devo preoccuparmi?
Ogni bambino ha i suoi tempi, ma ci sono segnali da osservare: verso i 18 mesi di solito compaiono le prime parole e verso i 24 le prime combinazioni. Se a queste età non compaiono, o c’è poca comprensione o imitazione, è un buon momento per parlarne con il pediatra.
Cosa posso fare a casa se mio figlio tarda a parlare?
Parlargli molto e lentamente, nominare ciò che fate, leggere insieme, cantare e ridurre gli schermi. L’educazione dell’orecchio allena la discriminazione dei suoni; è un supporto, non un sostituto della valutazione professionale.
A chi rivolgersi per un possibile ritardo del linguaggio?
Il primo riferimento è il pediatra, che può indirizzare a un logopedista per valutare e, se serve, intervenire. Prima si individua una difficoltà reale, più efficace è l’accompagnamento.